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| Ciao Daniela, nel messaggio precedente scrivi: Certamente ho avuto occasioni in cui avrei potuto contagiare il mio entusiasmo,ma sn tutti rimasti illesi dato che si trovavano a debita distanza (deve essere un virus che non si espande molto),come quando ho superato gli esami di stato e sola ci sono andata e sola sono tornata.Non è stato l'unico obiettivo raggiunto,ma come gli altri è passato nell'assoluta indifferenza.Mi sn sentita sola,ma non mi sn chiesta il perchè. Ora mi scrivi: Quando provo entusiasmo,e non accade spesso, non cambio granchè,sono abituata a non esternare nulla di tutto ciò che riguarda il mio stato d'animo,non so se per necessità acquisita o per natura,sta di fatto che "vivo"interiormente sia la buona che la cattiva sorte. Credo che nex mi abbia mai vista fare salti di gioia,ma neanche in preda a crisi di pianto.Semplicemente non condivido il mio stato d'animo,qualunque sia,ma questo non vuol dire non provare emozioni,anzi..
Se non esprimi l'entusiasmo è più che logico che non lo possa contagiare chi ti è vicino. L'entusiasmo c'è quando scrivo poesie,o quando disegno,il fatto che mi prenda l'ispirazione di creare mi entusiasma,e quando accade perdo la nozione del tempo. Immagino che dopo questi momenti vissuti intensamente e con entusiasmo il tuo viso sia diverso, che la tua voce e la tua disponibilità verso gli altri sia diversa, prova a sondare questi momenti, osservati, anche allo specchio. Anche veder crescere i miei figli lo è,anche se a parole non lo dico mai. Prova a dire piccole cose, che facciano passare questa emozione, immagino sarebbero felicissimi nel sapere che ti entusiasmano. Non dico che sia facile esprimere ciò che hai tenuto sempre per te, ma piccole cose ogni tanto si possono modificare e il risultato sarà positivo ed entusiasmante. Pensi di poterci provare? Ciao Stefania |